Il problema amianto nel Tarantino: una questione ancora aperta
Chi vive o lavora a Taranto e in provincia conosce bene il tema. Il territorio jonico è tra le aree pugliesi con la maggiore presenza di manufatti in eternit ancora da trattare: capannoni industriali, tettoie agricole e zootecniche, magazzini, ma anche garage, depositi e abitazioni private costruite prima del 1992.
L’amianto — commercialmente noto come eternit, dal latino aeternitas per la sua durata apparentemente illimitata — è stato usato per decenni nelle coperture grazie a resistenza, versatilità e basso costo. Poi è arrivato il divieto. La Legge n. 257 del 1992 ha messo fuori legge l’estrazione, l’impiego e la commercializzazione dell’amianto in Italia, dopo che ne è stata accertata la pericolosità: le fibre, se inalate, possono causare patologie gravi come asbestosi e mesotelioma.
Il punto è proprio questo: il divieto riguarda l’uso, non l’esistenza. Tutte le coperture installate prima di quella data sono ancora lì. E quando le lastre invecchiano e si degradano, iniziano a “sfarinare”, rilasciando fibre che il vento può disperdere a distanza.
Se hai una copertura sospetta, non improvvisare. Ma neppure farti prendere dal panico: rimuovere non è sempre l’unica strada.
Le tre vie della bonifica: rimozione, confinamento, incapsulamento
La normativa italiana riconosce tre tecniche di bonifica, ciascuna adatta a situazioni diverse. La scelta dipende soprattutto dallo stato di conservazione del materiale.
Rimozione. È l’asportazione completa della copertura. Elimina definitivamente il problema, ma è la soluzione più costosa e complessa: smontaggio, trasporto e smaltimento in discariche autorizzate, con la copertura che diventa rifiuto pericoloso. Spesso la più invasiva.
Confinamento (sovracopertura). Si installa una nuova copertura sopra quella esistente. Possibile solo se la struttura portante regge il carico aggiuntivo, e generalmente va abbinata a un trattamento incapsulante.
Incapsulamento. Si trattano le lastre con prodotti specifici che inglobano le fibre e creano una pellicola protettiva sulla superficie, senza rimuovere nulla. È la tecnica più economica, semplice e veloce, ed è anche la più diffusa in Puglia, dove la maggior parte delle coperture è in lastre ondulate di amianto-cemento a matrice compatta.
Cos’è esattamente l’incapsulamento amianto

L’incapsulamento consiste nel trattare il materiale con prodotti penetranti e ricoprenti — chiamati tecnicamente prodotti incapsulanti — capaci di inglobare le fibre e formare una barriera continua sulla superficie. Il manufatto resta al suo posto: si parla infatti di incapsulamento conservativo.
Due chiarimenti onesti, perché qui le mezze verità non aiutano nessuno:
- L’incapsulamento non rimuove l’amianto. Crea una barriera che impedisce la dispersione delle fibre. L’amianto resta sulla copertura, sigillato.
- Serve un buono stato di conservazione. Se le lastre sono rotte, in degrado avanzato o pessime condizioni, l’incapsulamento non è la via giusta: in quei casi occorre la rimozione. Un professionista serio te lo dirà prima di venderti un prodotto.
In compenso, sui materiali compatti e ancora integri l’incapsulamento offre un vantaggio doppio: mette in sicurezza e impermeabilizza la copertura, prolungandone la durata di anni.
Come funziona, fase per fase
Un ciclo di incapsulamento a regola d’arte si articola in più passaggi:
- Pulizia e trattamento iniziale della superficie, spesso con prodotti fungicidi/battericidi per eliminare muffe, alghe e microrganismi.
- Primer fissante/consolidante penetrante, che entra in profondità nella lastra e consolida la matrice cementizia in cui sono inglobate le fibre.
- Stesura della guaina elastomerica in almeno due mani, possibilmente di colore contrastante, per creare il rivestimento impermeabile e protettivo finale.
Il riferimento tecnico è la Norma UNI 10686 per l’incapsulamento dell’amianto. La normativa distingue diverse tipologie di rivestimento — tipo A (estradosso, parte esterna esposta agli agenti atmosferici), B (intradosso), C (confinamento) — a seconda di dove e come si interviene.
Bloccamianto: la pittura elastomerica incapsulante
Qui entra in gioco il prodotto. Bloccamianto di Italia Colorpaint è una pittura elastomerica incapsulante studiata specificamente per l’inertizzazione di manufatti e coperture in amianto-cemento (tipo Eternit): lastre, tubi, condutture e canne fumarie.
In parole semplici: copre, isola e protegge le fibre di amianto, sigillandole in modo sicuro.
Cosa lo rende adatto al lavoro
- Elevata elasticità. Segue i movimenti e le dilatazioni della copertura senza creparsi.
- Idrorepellente e antisfarinamento. Blocca l’erosione superficiale che è la causa principale del rilascio di fibre.
- Resistente agli agenti atmosferici. Tiene a caldo, gelo, acqua battente e inquinanti chimici.
- Applicazione flessibile. A pennello, rullo o spruzzo, in due mani, previa mano di primer fissante.
- Certificato. Testato dall’Istituto di Chimica Industriale dell’Università di Venezia. Made in Italy.
È una soluzione specialistica per coperture: incapsula e protegge, con elevata elasticità e resistenza nel tempo.
Gli obblighi di legge: cosa deve sapere chi possiede una copertura in amianto
Avere una copertura in eternit comporta precisi doveri. Vale la pena conoscerli, perché ignorarli espone a responsabilità civili e penali oltre che al rischio sanitario.
- Censimento e valutazione dello stato di conservazione del materiale.
- Programma di manutenzione e controllo periodico. Anche dopo l’incapsulamento, poiché l’amianto resta in loco, la normativa impone di verificare a scadenze prestabilite che il rivestimento sia ancora integro.
- Affidarsi a ditte specializzate iscritte all’apposito albo per gli interventi di bonifica, con notifica del piano di lavoro all’ASL competente.
A livello locale, l’ASL Taranto è l’ente competente per la vigilanza territoriale, con il supporto tecnico di ARPA Puglia. Per i materiali in degrado e abbandono, Comune e ASL possono disporre la bonifica obbligatoria.
Nota importante: gli interventi di bonifica veri e propri devono essere eseguiti da imprese certificate e iscritte all’albo. L’incapsulamento professionale di una copertura va sempre inquadrato in un piano di lavoro conforme alla normativa. Bloccamianto è il prodotto tecnico per realizzare questi cicli a regola d’arte.
Perché scegliere l’incapsulamento (quando è possibile)
Riassumendo, sui materiali compatti e in buono stato l’incapsulamento con pittura elastomerica conviene perché:
- Costa meno rispetto a rimozione e rifacimento della copertura.
- È più rapido, senza smontaggi, trasporti e gestione del rifiuto pericoloso.
- Non aumenta la dispersione di fibre, evitando la manipolazione meccanica delle lastre tipica della rimozione.
- Protegge e impermeabilizza, allungando la vita utile della copertura.
La condizione resta sempre la stessa: lastre integre. Su materiali troppo deteriorati, la strada corretta è un’altra.
Bloccamianto disponibile da Seguino S.r.l. a Taranto
Se operi nell’edilizia o gestisci un immobile nel Tarantino e devi affrontare una copertura in amianto, il primo passo è procurarti il prodotto giusto.
Bloccamianto è disponibile presso Seguino S.r.l. a Taranto. Da generazioni Seguino Forniture è il punto di riferimento per chi lavora nei settori edile, civile, industriale, navale e avionico, con un’offerta di prodotti tecnici selezionati e l’assistenza di chi conosce il territorio e le sue esigenze.
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Articolo informativo. Le operazioni di bonifica dell’amianto sono soggette a normativa specifica e vanno eseguite da imprese specializzate e iscritte all’albo, nel rispetto della Legge 257/1992, del D.M. 06/09/1994, del D.M. 20/08/1999 e del D.Lgs. 81/2008. Per la valutazione del tuo caso rivolgiti a un professionista qualificato e all’ASL competente.
